Fluorochinolonici, le informazioni dell’Aifa su restrizioni e precauzioni d’uso

«Reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscolo-scheletrico e del sistema nervoso, sono state segnalate, con una frequenza molto rara, in pazienti che avevano assunto antibiotici fluorochinolonici». Sono i principali punti affrontati nel documento «Antibiotici fluorochinolonici, informazioni utili su restrizioni e precauzioni d’uso», pubblicato a cura dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Come è noto, alla luce dell’uso intensivo di tali classi di antibiotici, le autorità europee avevano avviato una revisione che tenesse conto delle reazioni avverse di lunga durata legate all’uso di antibiotici chinolonici e fluorochinolonici. Proprio in questa direzione, attingendo ai dati presenti nella banca dati EudraVigilance, sono stati identificati «286 casi di reazioni avverse gravi valutate come invalidanti e durate per 30 giorni o più, associate a un medicinale chinolonico o fluorochinolonico e senza cause alternative».

«Nei paragrafi (del documento, ndr) – evidenzia l’Aifa – sono riportate le indicazioni raccomandate cui attenersi per garantire l’appropriatezza pre- scrittiva e limitare l’insorgenza di effetti indesiderati a seguito dell’utilizzo di medicinali fluorochinolonici. È stato inoltre predisposto un documento informativo rivolto ai pazienti per aiutare gli operatori sanitari a discutere le misure e le azioni da adottare». Quanto alle molecole interessate, esse riguardano «ciprofloxacina, levofloxacina, lomefloxacina, moxifloxacina, norfloxacina, ofloxacina, pefloxacina, prulifloxacina e rufloxacina». «Come per tutti i medicinali antibiotici – puntualizza l’Aifa -, il rispetto delle condizioni descritte nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto costituisce un intervento consapevole volto a ridurre e contrastare l’aumento delle antibiotico-resistenze, problema di salute pubblico di importanza sempre più rilevante. È importante attenersi strettamente alle indicazioni raccomandate per garantire l’appropriatezza prescrittiva e limitare l’insorgenza di effetti indesiderati».

Si rimanda alla versione integrale del documento allegato.

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