Coronavirus, le misure della FDA per controllare i prodotti importati

La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha pubblicato una nota nella quale spiega in che modo l’organismo di vigilanza sta agendo al fine di garantire la sicurezza dei prodotti importati dall’estero, in riferimento all’emergenza legata al coronavirus.

«Come già spiegato di recente – ha scritto l’agenzia americana – abbiamo avviato una serie di attività in merito al contrasto al COVID-19. Continuiamo a mantenere un approccio multiplo rispetto a questa emergenza sanitaria, che include sforzi sulle diagnosi, sui trattamenti e sulla prevenzione e la vigilanza sulla catena di approvvigionamento dei prodotti medici per evitare potenziali carenze. A partire da questo momento, stiamo fornendo un aggiornamento, con informazioni più dettagliate, sullo stato delle ispezioni condotte in Cina e sui prodotti importati dal Paese asiatico. Benché non sia possibile effettuare indagini in loco in questo momento, ciò non sta compromettendo il nostro sforzo di monitoraggio sui prodotti in arrivo nel nostro Paese. Abbiamo a disposizione degli strumenti utili per vigilare sulla qualità dei prodotti e, al contempo, continuiamo a monitorare la supply chain mondiale». Tale lavoro comprende «screening ed esami, nonché l’uso di informazioni provenienti da altri governi, nell’ambito degli accordi stipulati. È importante ricordare che le ispezioni in loco rappresentano soltanto uno degli strumenti a nostra disposizione. Esiste una vasta gamma di prodotti che provengono dalla Cina e sono sottoposti alle regole della FDA, il che fa sì che è particolarmente importante assicurarne la qualità». In particolare per quanto riguarda il coronavirus, l’agenzia americana ha spiegato che «chiederemo se necessario i registri dalle aziende in merito alle ispezioni condotte in Cina».

Essi «potranno aiutare» per individuare su quali tipologie di prodotti sia necessario intervenire con controlli più serrati. Nonché per bloccare alle frontiere quelli considerati a rischio. «Fortunatamente – ha aggiunto la FDA – finora non abbiamo segnali di un aumento dei pericoli per i consumatori degli Stati Uniti». Né esistono «prove che possano supportare l’ipotesi di trasmissione del coronavirus attraverso i beni importati: non sono d’altra parte stati recensiti casi di malati che abbiano contratto il virus attraverso tali prodotti. Detto ciò, la situazione resta dinamica».

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