Aifa, abrogate le Note 11 e 84: le regole per calcio folinato e antivirali

L’Aifa ha abrogatodue Note regolatorie con le determine n. 421/2026 e n. 422/2026, entrambe datate 1° aprile 2026 e firmate dal presidente del consiglio di amministrazione, prof. Robert Giovanni Nisticò. I provvedimenti, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 84 dell’11 aprile 2026, sono intervenuti sulla disciplina prescrittiva dei medicinali a base di calcio folinato e degli antivirali indicati per il trattamento delle infezioni erpetiche. Le decisioni sono state assunte in seguito al lavoro istruttorio condotto dal Tavolo tecnico per la revisione delle Note Aifa e dei piani terapeutici, istituito con determina del 6 giugno 2024 dal direttore tecnico-scientifico, dott. Pierluigi Russo, per semplificare il quadro regolamentare alla luce delle evidenze scientifiche aggiornate.
Effetti sui farmaci interessati e misure di monitoraggio
Con l’abrogazione della Nota 11, i medicinali a base di calcio folinato, precedentemente rimborsabili solo per il recupero dopo terapia con antagonisti dell’acido diidrofolico, passano alla fascia C e risultano quindi a carico del cittadino. I prodotti interessati sono Sanifolin e Sulton, entrambi soggetti a prescrizione medica. Le analisi condotte hanno evidenziato che sul mercato risultava disponibile un unico confezionamento, privo di dati di consumo nel flusso Osmed negli ultimi tre anni, mentre le altre specialità contenenti calcio folinato erano già classificate come farmaci da banco o senza obbligo di prescrizione.
Eliminazione della Nota 84
Per quanto riguarda la Nota 84, relativa ad aciclovir, famciclovir, valaciclovir, e brivudina, l’abrogazione comporta l’eliminazione delle limitazioni prescrittive per i soggetti immunocompetenti. I medicinali restano in fascia A e risultano prescrivibili senza vincoli specifici. L’Aifa ha previsto il monitoraggio della spesa a dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, considerando che nel biennio 2023-2024 la spesa complessiva per i farmaci in Nota 84 ha registrato un incremento dell’1,4 per cento, passando da circa 33,9 milioni di euro a circa 34,4 milioni di euro. Se lo scostamento della spesa superi tale soglia, l’Agenzia avvierà la rinegoziazione dei prezzi per i medicinali responsabili dell’aumento.



