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Tabelle stupefacenti, l’aggiornamento in Gazzetta Ufficiale

Con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il ministero della Salute ha disposto l’aggiornamento delle tabelle I e IV del Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope. Il provvedimento del 29 dicembre 2025 ha introdotto il controllo su sette sostanze psicoattive. L’intervento normativo risponde a segnalazioni del primo semestre del 2025 dal Sistema nazionale di allerta precoce News-D del Dipartimento politiche antidroga. I dati di riferimento sono stati trasmessi dall’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (Euda) tra ottobre e novembre 2024 e hanno riguardato molecole identificate per la prima volta in Europa.

Molecole inserite in Tabella I

Le sostanze isobutonitazene e desnitroclonitazene sono state classificate come oppioidi sintetici appartenenti alla classe dei 2-benzilbenzimidazoli, con effetti analgesici narcotici tipici della categoria. Le molecole delta-8-Thcv e delta-9-Thcv sono state identificate come cannabinoidi sintetici antagonisti, rinvenuti in prodotti da svapo durante l’epidemia Evali in California tra il 2019 e il 2020. La sostanza 1P-Al-Lad è stata descritta come strutturalmente correlata alla dietilammide dell’acido lisergico (Lsd) e con effetti allucinogeni simili. Per le sostanze Mdmb-4en-P-5Br-Inaca e N-isopropilnorbutilone, già sottoposte a controllo in Italia in quanto ricadenti in categorie generiche di analoghi di struttura, il decreto ne ha previsto la specifica indicazione nominale in tabella.

La benzodiazepina gidazepam inserita in Tabella IV

La settima sostanza interessata dal provvedimento è il gidazepam, inserita nella Tabella IV. La benzodiazepina, sviluppata in Ucraina negli anni Novanta e attualmente farmaco soggetto a prescrizione in Russia e Ucraina, agisce come profarmaco del metabolita attivo desalchilgidazepam. Nel percorso istruttorio, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha comunicato che non risultano medicinali a base di gidazepam autorizzati nell’Unione europea, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. Una nota della ex Direzione generale della salute animale ha inoltre precisato l’assenza di farmaci veterinari autorizzati in Italia contenenti tale principio attivo. Anche per la sostanza, l’inserimento in tabella è stato avallato dai pareri tecnici dell’Istituto superiore di sanità e del Consiglio superiore di sanità.