Spesa farmaceutica convenzionata, a gennaio-ottobre 2019 ulteriore diminuzione

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato il «Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale», relativo al periodo gennaio-ottobre 2019. Nel primo trimestre dell’anno in corso la spesa farmaceutica, calcolata al netto degli sconti, della compartecipazione totale e del pay-back versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche, è quantificata in 8.456,2 milioni di euro. Ciò evidenziando uno scostamento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di -26,7 milioni di euro. In linea con la flessione anche il numero di ricette erogate, che mostrano un decremento pari allo -0,6% rispetto al 2018. L’incidenza del ticket, vale a dire la spesa “out of pocket” compartecipata direttamente dai pazienti, è diminuita del +1,0%. Quanto al consumo di farmaci, nonostante le flessioni degli indicatori dei volumi, il numero di dosi giornaliere dispensate ha subito un incremento del +1,0%, con 187,5 milioni di dosi in più dispensate rispetto all’anno precedente.

Facendo un’analisi geografica della spesa convenzionata, ovvero quella che le Regioni sostengono mediante il pagamento della Distinta contabile riepilogativa alle farmacie territoriali private e pubbliche, viene evidenziato nel rapporto che le aree con la maggior flessione percentuale sono l’Abruzzo (-7,3%), la Sardegna (-3,1%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (-2,2%). Al contrario, le Regioni con la variazione meno marcata sono la Provincia Autonoma di Trento e l’Umbria (-0,1%) e la Campania (-0,5%). Infine, le Regioni dove si osserva un trend inverso, in linea con i dati consuntivi del 2018, sono la Lombardia (+2,3%) e l’Emilia Romagna (+1,5%). Uno sguardo alla verifica del rispetto del tetto di spesa del 7,96%, per singola regione in ordine di incidenza sul Fondo sanitario regionale (Fsr), evidenzia che la prima Regione che non si attiene ai tetti di spesa è la Calabria, seguita da Campania, Abruzzo e Puglia.

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