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Medicinali a base di amfepramone, l’Ema ne raccomanda ritiro Aic

Il comitato per la sicurezza dell’EMA (PRAC) ha raccomandato il ritiro delle autorizzazioni all’immissione in commercio dell’UE per i medicinali per l’obesità a base di amfepramone. A farlo sapere è l’Agenzia italiana del farmaco, la quale ha reso noto che in ogni caso «questi medicinali non sono autorizzati in Italia». Nel dettaglio «in Italia, la fabbricazione, l’importazione, la commercializzazione, la prescrizione e la dispensazione di amfepramone (dietilpropione) sono vietate, secondo il decreto ministeriale del 2 agosto 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 4 agosto 2011), che ha disposto la collocazione di amfepramone in Tabella I del DPR 309/1990 e s.m.i., tra le sostanze oggetto d’abuso con potere tossicomanigeno».

Rischio di gravi effetti collaterali

Quanto alla raccomandazione delle autorità, essa «fa seguito a una revisione dalla quale è emerso che le misure per limitare l’uso di questi medicinali per motivi di sicurezza non sono state sufficientemente efficaci. È emerso che i medicinali vengono assunti per un periodo più lungo del periodo massimo raccomandato di 3 mesi, aumentando così potenzialmente il rischio di gravi effetti collaterali, come ipertensione arteriosa polmonare (pressione sanguigna alta nelle arterie dei polmoni) e dipendenza». L’Aifa ricorda, infine, che «i medicinali sono utilizzati anche in pazienti con una storia di malattie cardiache o disturbi psichiatrici, aumentando il rischio di problemi cardiaci e psichiatrici. Inoltre, vi sono evidenze d’uso durante la gravidanza, comportando potenziali rischi per il nascituro».

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