Francia, la Fspf: «Vendita di medicinali online, il governo ha rinunciato alla deregolamentazione»

«La mobilitazione della professione, unita, ha dato i propri frutti. Il Senato ha infatti adottato, nella giornata di oggi, un emendamento al progetto di legge sull’Accelerazione e la semplificazione dell’azione pubblica, grazie al quale vengono annullate le misure che avrebbero reso meno stringenti le regole che governano la vendita di medicinali tramite Internet».

Ad annunciarlo è stata, i primi giorni di marzo, la Fspf, associazione di categoria dei farmacisti territoriali francesi. Che ricorda come tra i progetti abbandonati ci siano «la creazione di piattaforme per la vendita online, l’apertura di locali distaccati e modifiche alle modalità di calcolo di determinate soglie», il che avrebbe avuto ripercussioni sul numero di farmacisti collaboratori presenti all’interno delle farmacie.

Secondo il sindacato transalpino, la decisione di fare un passo indietro rispetto a quanto prospettato in precedenza, rappresenta un’ottima notizia: «Ora il testo della norma ci porta a pensare che essa possa portare con sé le garanzie necessarie affinché venga realizzata un’attività di e-commerce rispettosa dei principi che regolano la disperazione dei farmaci, proteggendo al contempo la farmacia territoriale.

Quest’ultima saprà, come sempre, adattarsi alle innovazioni e sfruttare il canale digitale per avvicinarsi ancor di più ai propri pazienti». In particolare, secondo la FSPF, le regole sul numero totale di farmacisti collaboratori all’interno delle farmacie «sono state riscritte per fare in modo che il totale si basi sull’attività complessiva della farmacie e non solo sul fatturato realizzato su determinate categorie di prodotti». Più in generale, l’associazione dei farmacisti francesi si è detta soddisfatta di essere stata ascoltata dal governo e dai parlamentari, ai quali la stessa FSPF ha ricordato «la necessità di ristabilire un legame di fiducia con la rete delle farmacie, soprattutto in un momento in cui queste sono in prima linea nel fronteggiare l’attuale crisi sanitaria».

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