Fabbisogno formativo farmacisti 2026/2027: fissato a 1.500 unità dalla Conferenza Stato-Regioni

La Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, riunitasi il 23 luglio 2026, ha sottoscritto un accordo che definisce il fabbisogno formativo per l’anno accademico 2026/2027 relativo ai laureati magistrali e alle professioni sanitarie. Per la figura del farmacista, il numero di professionisti da formare è stato quantificato in 1.500 unità a livello nazionale, valore proposto dalla Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti e accolto dall’Esecutivo e dalle Regioni. La decisione si inserisce nel quadro dell’articolo 6-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, che demanda al Ministero della salute, sentiti la Conferenza e gli Ordini professionali, la determinazione annuale dei posti da programmare per l’accesso ai corsi di laurea.
Stima condivisa tra domanda ospedaliera e territoriale
Per il farmacista, il dato proposto dalla Federazione è stato giudicato condivisibile, in grado di coniugare l’ipotesi di una domanda crescente legata sia al setting ospedaliero sia al ruolo della Farmacia dei servizi nell’assistenza territoriale, per prevenire un futuro esubero di professionisti. La metodologia adottata si fonda sugli accordi del 9 giugno 2016 e del 25 maggio 2017, che hanno definito un modello previsionale basato sulla previsione di domanda e offerta a livello regionale e nazionale. Il tavolo tecnico coordinato dal Ministero della salute ha coinvolto i rappresentanti delle Regioni e delle Federazioni nazionali degli Ordini delle professioni sanitarie, consentendo di pervenire a un’intesa formalizzata nella seduta del 23 luglio.
Ripartizioni per le altre professioni
Oltre ai 1.500 farmacisti, il documento fissa, tra gli altri, i contingenti per medici chirurghi (20.842), veterinari (1.733), odontoiatri (1.599), infermieri (25.479), fisioterapisti (3.150) e biologi (2.673). Per le professioni di chimico e fisico, il fabbisogno nazionale è rispettivamente di 469 e 287 unità. La Conferenza ha acquisito l’assenso del Governo, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Il provvedimento è stato trasmesso al ministero dell’Università e della ricerca per la programmazione degli accessi ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico e ai corsi delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2026/2027.



