Coronavirus, il ruolo dei farmacisti nei sistemi sanitari

Mentre il mondo si concentra sul contenimento e sul ritardo della diffusione del Covid-19, molti operatori sanitari sono stati gravati da questo compito e i sistemi sanitari sono stati messi alla prova. In quest’ottica, i sistemi sanitari possono perdere il contatto con i pazienti con malattie croniche la cui gestione può peggiorare con la pandemia. Il contributo dei farmacisti comunitari nella gestione delle condizioni croniche e nella promozione dell’adesione alla medicina, mentre altri operatori sanitari combattono la pandemia di Covid-19 in prima linea, è la chiave per alleviare l’onere della malattia sui sistemi sanitari. È quanto evidenziato dallo studio «Medication management and adherence during the COVID-19 pandemic: Perspectives and experiences from low-and middle-income countries», portato a termine dai ricercatori dell’Università del Ghana, Legon, Ghana, pubblicato sulla rivista scientifica Research in Social and Administrative Pharmacy edita da Elsevier.

L’impegno dei farmacisti del territorio, suggerisce lo studio, fornirà supporto per la richiesta da parte dell’Oms di mantenere i servizi essenziali al fine di prevenire l’onere della malattia non Covid sui sistemi sanitari già in tensione, specialmente in quelli dei paesi a basso e medio reddito. Sono vari i punti toccati dalla ricerca in questione. Tra questi alcuni riguardano l’analisi dell’impatto del Covid-19 sull’assunzione dei farmaci per malattie croniche e alla relativa aderenza, l’assistenza farmaceutica e la gestione delle malattie croniche, ma anche il supporto all’uso razionale e misurato di farmaci apparentemente innocui ma che in realtà possono impattare negativamente sulla salute del paziente cronico.

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