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Coronavirus e disponibilità dei medicinali, le misure dell’Ue per assicurare continuità distributiva

Oltre ad aver paralizzato le economie mondiali, la diffusione pandemica del coronavirus ha influenzato i principali processi logistici e distributivi, compreso lo spostamento di merci e materiali di produzione. Condizioni che hanno parzialmente coinvolto anche la filiera produttiva dei farmaci. A fare il punto della situazione è il gruppo direttivo esecutivo dell’Ue, il quale – in una riunione virtuale dello scorso 15 aprile, i cui contenuti sono stati resi pubblici il 20 aprile – ha discusso i progressi e l’attuazione delle misure adottate per garantire la continua disponibilità di medicinali per i pazienti europei durante la pandemia di Covid-19.

Più nel dettaglio, la Commissione europea (CE), l’Ema e i responsabili delle agenzie per i medicinali (Hma) stanno attualmente lavorando ad un primo aggiornamento delle domande e risposte che includerà nuove disposizioni relative alle buone prassi di fabbricazione (Gmp) e al monitoraggio della sicurezza. Le misure riguardano aspetti normativi quali lo svolgimento delle ispezioni, la comunicazione di farmacovigilanza, nonché la fabbricazione e l’importazione di medicinali nel contesto di Covid-19. I regolatori dell’Ue stanno attualmente valutando come tali disposizioni sarebbero applicate ai medicinali veterinari.

In aggiunta a ciò, l’Ema sta perfezionando i dettagli del sistema i-SPOC (unico punto di contatto del settore) che consentirà a ciascuna azienda farmaceutica di segnalare direttamente all’EMA eventuali problemi relativi alla disponibilità di determinati medicinali per l’uso in pazienti Covid-19. Ciò nonostante, le autorità invitano le industrie produttrici alla segnalazione di qualsiasi potenziale problema nella loro catena di approvvigionamento alle autorità nazionali competenti interessate.

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