Antibiotico-resistenza, pubblicati i dati Efsa/Ecdc 2018-2019

«L’analisi degli indicatori di risultato definiti per l’Amr negli animali d’allevamento ha evidenziato alcuni progressi con l’aumento della prevalenza di isolati completamente sensibili in 11 Paesi e la riduzione della prevalenza di E. coli produttori di ESBL-/AmpC osservata in 14 Paesi. Tuttavia in Italia questi progressi non sono stati così evidenti, con andamenti degli indicatori in linea con gli anni precedenti». Sono queste le conclusioni riportare a margine della presentazione del rapporto “The European Union Summary Report on Antimicrobial Resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2018/2019”, pubblicato il 12 aprile 2021 e diffuso in Italia dall’Istituto superiore di sanità giovedì 22 aprile 2021.

«Il testo – evidenzia l’Iss – raccoglie i dati di 28 Paesi europei sui livelli di resistenza agli antibiotici (Antimicrobical Resistance, AMR) di batteri zoonosici (Salmonella e Campylobacter) isolati da uomo, animali e alimenti, di E. coli commensali utilizzati come indicatori e di S. aureus resistenti alla meticillina (Meticillin-Resistant S. Aureus, MRSA) isolati da animali e alimenti (quest’ultimo riportato volontariamente da Paesi Bassi, Austria, Germania, Svizzera, Belgio, Portogallo, Danimarca e Norvegia). Per l’analisi dei dati sono stati utilizzate le soglie “epidemiologiche” di resistenza (epidemiological cut-off o ECOFF), che hanno criteri di distinzione di popolazione batterica, tra “wild type” (senza nessuna resistenza) e qualunque variazione dalla condizione “wild type” nei confronti di un determinato antibiotico (coi criteri ECOFF possono risultare “non wild type” isolati che coi criteri clinici sono considerati suscettibili). Questo consente di riconoscere precocemente lo sviluppo di una resistenza».

Si rimanda allo studio integrale consultabile sul portale EFSA https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/6490

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